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Una nuova generazione

Quante volte questa settimana ho sentito una persona soltanto per chiederle come stava? È una domanda di cortesia? È una domanda di convenienza per iniziare un discorso ed arrivare in breve al motivo vero per cui ti ho contattato?

Pensiamoci un momento, quante volte questa settimana ho sentito una persona soltanto per chiederle come stava?

Siamo un gruppo di amici che corrono ogni giorno guidati da ottimismo e positività inseguendo l’obiettivo di costruire qualcosa di importante che possa far star bene noi e le persone che ci circondano.

L’entusiasmo e la nostra solidarietà, la condivisione del nostro sogno e della nostra visione sono le energie rinnovabili che alimentano la nostra corsa.

Nel correre però non ci rendiamo conto che i nostri ritmi e il nostro tempo viaggia ad una velocità tutta sua e ci allontana, senza nemmeno rendercene conto, dalle persone a cui vogliamo bene. In primis la nostra famiglia, i nostri amici, tutte le persone che fanno parte della nostra vita ma che non stanno facendo il nostro stesso percorso.

Nella volontà di essere allineati con noi stessi, felici perché tutte le sfere della nostra vita sono ampiamente realizzate, non possiamo permetterci di perdere il contatto con alcune persone, non ci possiamo permettere di trascurarle, di non occuparci di loro, di non aiutarle, di non essere presenti.

Da questo esame di coscienza nasce il Come stai?, nello specifico dalla domanda quante volte questa settimana ho sentito una persona solo per assicurarmi che stesse bene, solo per la curiosità di sapere cosa succedesse nella sua vita, solo per darle un po’ di compagnia, anche telefonica, per offrirle il mio aiuto qualora ne avesse bisogno, per dimostrarmi presente, per condividere un fardello o una vittoria.

Il babbo e la mamma che alle 12:45 tutti i giorni apparecchiano la tavola, il fratello che vive a Milano, l’amico che non sento da diverse settimane, la nonna che attende una telefonata del nipote durante i pomeriggi di estate, nei quali lo scorrere del tempo è totalmente diverso dal nostro, poiché noi, come abbiamo detto, siamo corridori instancabili le cui giornate non sono mai abbastanza lunghe e le cui agende hanno sempre troppo poco spazio per le suddette persone.

“Come stai nonna? Domani ti vengo a trovare.”

“Ciao Mario, è tanto che non ti sento come procede la vita a Milano?”

“Babbo, che ne pensi se domani ci mangiamo qualcosa insieme?”

 

Non possiamo dare un contributo alla società e al territorio se non sappiamo prenderci cura delle persone che abbiamo attorno. Sarebbe come pretendere di pulire il mare dalla plastica e poi buttare una bottiglietta di acqua per terra.

Dobbiamo partire dalle azioni quotidiane, dall’interesse puro e sincero nei confronti delle persone, per costruire relazioni solide che vivono di uno scambio continuo che arricchisce entrambe le parti.

Sono le azioni ordinarie ad avere effetti straordinari nella vita delle persone, capaci di determinarne le scelte, i percorsi, il futuro.

Ordinary actions, extraordinary effects.

Solo in questo modo possiamo essere coerenti con la nostra mission:

prenderci cura delle persone, mostrando puro e sincero interesse, partendo dall’azione più ordinaria del mondo, la semplice domanda come stai?

Se riusciamo a fare questo, ossia prenderci cura quotidianamente delle persone che ci circondano, allora possiamo ispirare gli altri a fare lo stesso, generando una rete incorruttibile di persone che si prendono cura gli uni degli altri, ma non per motivi di convenienza, bensì per il semplice amore che lega le persone e per il desiderio di dare il proprio contributo al miglioramento della vita delle persone.

Cosa c’è di più alto, di più gratificante e al contempo di più semplice di questo? Dico semplice perché aiutare una persona, interessarsi ad una persona è un’azione che dipende esclusivamente dalla nostra scelta di compierla.

 

“Un’azione ordinaria può generare effetti straordinari”.

 

In questa visione romantica del mondo e della vita, ci siamo avvicinati e ci aiutiamo costantemente e in maniera instancabile. Abbiamo deciso quindi di dare questo messaggio, diffonderlo, contagiare positivamente le persone che ci ascoltano perché crediamo che la nostra generazione sia una generazione ottimista, che vuole costruire, che vuole creare lavoro, economia, che vuole pulire il mondo, che vuole credere in un futuro felice, una generazione attenta alle tematiche sociali, una generazione che cerca le soluzioni ai problemi, una generazione che non si lamenta e non teme di assumersi delle responsabilità, una generazione che si commuove davanti alla propria visione, una generazione solidale, una generazione romantica.